MASTOPLASTICA ADDITIVA e ESPANSIONE GHIANDOLARE<br /> — SENO TUBEROSO

La paziente presentava un seno tuberoso di ridotte dimensioni, con il solco mammario molto corto e tutta la mammella  fibro-densa nella struttura dietro al complesso areola-capezzolo. La sua richiesta era quella di un leggere aumento volumetrico secondo le caratteristiche di giro vita (68cm) e di giro torace (78cm).

Nel caso clinico specifico è stata effettuata un’incisione areolare perché il seno tuberoso deve essere riorganizzato e modificato nel suo insieme in modo da “scivolare” e predisporsi in maniera morbida e armonica sulla protesi. Il mancato raggiungimento di un appianamento del seno tuberoso finalizza un risultato irregolare con un effetto “a doppio seno”:  il primo seno ,ovvero la base più grande, è costituita dalla protesi mentre il secondo, l’apice più piccolo, è caratterizzato dalla reale mammella rimasta “a punta” dalla mancata espansione.

Il solco è stato interamente ricostruito in modo da proiettare il capezzolo leggermente verso l’alto ed esaltare il seno nella sua completa sensualità con vestiti eleganti o leggeri. Le protesi inserite hanno un piccolo volume e sono di ultima generazione, sono leggere, morbide, rotonde e in gel coesivo che consentono di mantenere la forma per moltissimi anni.

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L’effetto migliorativo della mammoplastica additiva risulta immediatamente apprezzabile. anche se il risultato definitivo risulta pienamente evidente 4 – 6 mesi circa dopo l’intervento.

Indossare l’abito dei sogni, potersi  osservare allo specchio diventa un piacere, incrementa la realizzazione di sé, permette di accrescere l’autostima e consente di affrontare giornate con leggerezza.

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dr. mattia colli
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