MEDICINA SPORTIVA

Medicina rigenerativa dello sport

Per medicina sportiva rigenerativa si intende il processo medico chirurgico di “rigenerazione” dei tessuti mediante prelievo, trattamento e re-inserimento di altre cellule prelevate da differenti tessuti. Il termine medicina rigenerativa viene comunemente utilizzato per indicare strategie mediche in ambito di ricerca o clinica che fanno uso dello straordinario potenziale di un particolare tipo di cellule, le cellule staminali.

La Medicina Rigenerativa è un campo multi-disciplinare in rapida crescita che coinvolge non solo le scienze mediche ma anche quelle umane e ingegneristiche e che cerca di sviluppare cellule funzionali, tessuti o sostituti di organi, allo scopo di riparare o migliorare le funzioni biologiche perdute a causa di malattie congenite, traumi, conseguenze dell’invecchiamento. Le cellule staminali offrono una speranza senza precedenti per la cura e forse la guarigione di tessuti gravemente danneggiati che non possono essere salvati nemmeno dai tratta- menti farmacologici o chirurgici più avanzati. Questa prospettiva ha aperto la strada ad un nuovo paradigma nella gestione di malattie complesse, definito appunto “Medicina Rigenerativa”, che ha la potenzialità di guarire malattie o traumi oggi cronicizzati e di aiutare un invecchiamento sano e attivo, con eccezionali ricadute di natura socioeconomica.

In ambito sportivo la medicina rigenerativa è di fondamentale utilizzo, non solo per la ricostruzione autonoma dei tessuti ma anche per la preservazione degli stessi: allenamento, stress, carichi ed eventuali traumi a livello dell’apparato muscolo-scheletrico e dei tessuti molli limitrofi crea una degenerazione accentuata.

L’aumento della vita media comporta la necessità di un allungamento del periodo di attività lavorativa e di un miglioramento delle condizioni di efficienza fisica e mentale. Nasce quindi la necessità di comprendere molto attentamente che i tessuti da cui è composto il nostro corpo non sono eterni e immortali ma potrebbero andare incontro a degenerazione e usura proprio quando non ce l’aspettiamo.

Conservare, sostituire o rigenerare tessuti attraverso l’utilizzo delle cellule staminali (soprattutto da tessuto adiposo) offre una speranza senza precedenti per la cura e la guarigione di tessuti gravemente danneggiati difficilmente salvabili dai trattamenti farmacologici, fisioterapeutici o chirurgici più avanzati.

Le principali fonti di cellule staminali mesenchimali (MSC) sono: midollo osseo, sangue periferico, cordone ombelicale, tessuto adiposo. In particolare il tessuto adiposo presenta maggiore facilità di accesso, minor dolore nel prelievo (mini-liposuzione), minima invasività, il suo uso è indipendente da centri ematologia ma soprattutto é più ricco di MSCs. Periciti, hADSCs, ecc. L’applicazione delle staminali promuove la rigenerazione del tessuto degenerato o danneggiato: sul tessuto ricevente sia ha infatti un effetto trofico, un effetto anti-infiammatorio, antiinfettivo e di rivascolarizzazione.

La nicchia vasculo-stromale conservata dal prelevamento delle cellule nell’area donatrice con alte concentrazioni di cellule staminali mesenchimali può trovare altre applicazioni nell’ambito di guarigione delle ulcere, in ginecologia, urologia, proctologia, otorinolarigoiatria, chirurgia plastica ricostruttiva, ortopedia oltre che in chirurgia estetica e medicina sportiva.

MEDICINA SPORTIVA – COME FUNZIONA

L’innesto di fattori piastrinici a livello articolare stimola cellule deputate alla rigenerazione tendinea e cartilaginea.

Ad oggi quindi possediamo una cura all’avanguardia che ci permette di preservare e curare il deterioramento dei tessuti articolari, sicuramente dovuto sia all’ avanzare dell’ età ma anche dall’eccessivo uso articolare.

Il primo effetto è quello di un netto miglioramento delle condizioni biologiche e istologiche delle cartilagini del ginocchio o della spalla e dei tessuti articolari, così come nei tessuti muscolari il prp allevia il dolore e riduce i tempi di guarigione; tuttavia se trattiamo una lesione muscolare il nostro obiettivo è quello di migliorare la cicatrizzazione, se invece trattiamo sindromi artrosici degenerativi, così come quelle che colpiscono la cartilagine del ginocchio, il primo obiettivo è quello di limitare la sintomatologia algica; ciò avviene anche grazie alla consistenza del prp, ovvero liquido autologo viscoso che viene iniettato nell’articolazione.

Negli ultimi anni si sono evidenziati impressionanti effetti clinici (soprattuto nei pazienti in cui il PRP non dimostrava risultati clinici soddisfacenti) tramite l’innesto di tessuto adiposo micronizzato con preservazione completa della nicchia vascolo-stromale (SVF): con un prelievo di grasso, sua processazione particolare (che vieta assolutamente la centrifugazione) e iniezione dello stesso in cavità articolare si assiste a un fortissimo effetto rigenerativo cartilagineo.

I ricercatori ad oggi stanno ancora studiano se l’effetto di rigenerazione è dovuto alla differenziazione cellulare di queste cellule derivate da tessuto adiposo, oppure se la nicchia vascolo-stromale (SVF) rilascia particolari fattori che sono in grado di fermare l’infiammazione e ridistribuire l’armonia architettonica cellulare che provvede a riparare il tessuto danneggiato (vedi capitolo successivo: Human Adipose Stem Cells with adipose microfractured clusters and preserved Stroma-Vascular Fraction).


dr. mattia colli
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